freccia bigfish

 


Realizzazione di freccia per big fish
(Proprietà intellettuale di Veriano Marchi - Aggiornato a Novembre 2013
)

 

 

La pesca con l’arco è caratterizzata da tre fasi distinte e importanti che concorrono al successo della cattura:
a) penetrazione
b) presa sulla preda
c) recupero

Lo scopo di questo studio/tutorial  è stato quello di analizzare queste fasi singolarmente cercando soluzioni tecniche per ottimizzarle e poi riunire il tutto in un prodotto che possa avvicinarsi il più possibile ad un risultato ideale.




 

- La Penetrazione è in funzione  della forza dell’arco, forma della punta e peso della freccia.
- La Presa sul pesce è determinata dalla forma, lunghezza e resistenza del/degli ardiglioni.
- Il Recupero è l’operazione più delicata perché essendo l’ultima può vanificare quanto fatto fino a quel momento e richiede accorgimenti particolari in presenza di prede importanti.
 

Riguardo a penetrazione e presa, usando una punta piramidale con doppio ardiglione
  otteniamo il miglior compromesso su ogni preda ittica di qualunque dimensione utilizzando la classica freccia con il filo attaccato sull’asola vicino la cocca.  

Il recupero,
 
soprattutto nel caso di grosse prede, può diventare estremamente a rischio a causa della resistenza che la pesante freccia da pesca produce nell’acqua in seguito ai repentini movimenti della preda ferita. 
È come se il pesce trovasse un appoggio su cui fare leva e ad ogni suo movimento l’asta produce una lacerazione dei tessuti con conseguente perdita della presa, nonostante la punta sia ben strutturata.


L’unico modo per evitare che questo accada è concepire la freccia da pesca in modo tale che, sotto leggera trazione del filo, la punta possa sfilarsi dalla stessa.

Il pesce potrà sbattersi liberamente ma questi suoi movimenti non andranno ad allargare la ferita e l’ardiglione potrà fare al meglio il lavoro per cui è stato progettato.

Nessuna invenzione, questo accorgimento tecnico viene utilizzato dalla preistoria…..
  




ATTREZZI NECESSARI

 

1) Filo trecciato sottile ad alta resistenza al taglio e all’abrasione.

2) Colla cianoacrilica.

3) Forbici.

4) Asta finita già appesantita (senza inserto incollato)

5) Inserto filettato per punta

6) Punta con doppio ardiglione e punta piramidale munita di foro passante.

 

 



PROCEDURA PER REALIZZAZIONE DELLA FRECCIA BIG FISH

 

 

 

Si realizza un’asta da freccia come già indicato con l’unica differenza che nella parte inferiore si incolla internamente solo la borra in cuoio per bloccare i pallini/sabbia 
ma non l’inserto che deve essere inserito e aderire solo grazie al proprio attrito.

 

 

 

 

 

 

 

Si procede con la creazione dell’asola vicino la cocca come già indicato
con l’unica differenza che  uno dei capi di filo che passa sotto la legatura
non deve essere tagliato ma rimanere lungo ca. 25 cm.
   

 

 

 

 

               

 

Su uno spezzone di filo lungo quanto la freccia si realizza un asola con
doppio nodo e si passa attraverso il foro presente sulla punta 
facendola passare dietro gli ardiglioni per bloccarla.

 

 

 

 

     
Adesso si realizza, per collegare i due fili, un nodo “uni doppio” scorrevole lasciando
gli estremi lunghi qualche mm. in modo che possano essere manipolati.

 

 

 

               

 

Con inserto inserito nell’asta e punta montata si trazionano i due nodi
scorrevoli per avere il filo adiacente alla freccia ad evitare
interferenze nell’uscita dalla finestra dell’arco.

 

 

 

 

 

 

Se il lavoro descritto è stato eseguito con attenzione, una volta che la punta
da pesca trapasserà il pesce, con una leggera trazione del filo l'inserto/punta
si sfilerà dall'asta che, pur restando attaccata non avrà nessuna valenza 
nel recupero se non il proprio peso.

 





ATTENZIONE
Utilizzando archi potenti e prevedendo superfici d'impatto molto dure potrebbe emergere un problema in quanto, non essendo l'inserto incollato, tutta la forza d'impatto viene scaricata esclusivamente  sullo spessore dell'asta in carbonio provocandone la rottura. Si può ovviare utilizzando  un collarino che viene fornito di serire su alcune aste della Carbon Express pensato per risolvere lo stesso problema sulla cocca. Noi possiamo invertirne la funzionalità, ovviamente incollandolo sull'asta con colla epossidica, anche per non perderlo dopo ogni tiro.
Questo accessorio è il Bull Dog Nock Collar della Carbon Express e sulle aste Predator 60-75 calza perfettamente il modello di colore verde presente sulle aste Pile Drive 250 e 350.
Altra soluzione, meno raffinata, è quella di utilizzare uno spezzone di 3-4 cm. di lunghezza ricavato da un'asta in alluminio  del diametro interno perfettamente uguale al diametro esterno dell'asta da pesca che si vuole usare.

 





NOTE PARTICOLARI


Non è facile riuscire a mettere a punto una freccia da pesca a causa dell'elevato peso, la mancanza di impennaggio e l'inerzia del filo a cui è legata.

Inevitabilmente è d'obbligo una sperimentazione "sull'acqua" prima di riuscire nell'intento, solitamente più impegnativo di quello che si usa fare per il tiro sul campo.

Come da protocollo arcieristico,  la freccia deve essere sincronizzata con la potenza dell'arco, l'allungo dell'arciere e il tipo di sgancio.

Per questa operazione si deve lavorare sulla lunghezza dell'asta insieme al peso dell'asta e della punta.

 

Asta marca CARBON EXPRESS, mod. PREDATOR II 45-60,

lasciata a tutta lunghezza di 31”
Diametro asta 7,5 mm.

Riempita solo con sabbia fine arriva a pesare ca. 1.000 grani.
Funziona egregiamente su archi tradizionali tra 40 e 50 libbre opportunamente messa a punto lavorando su lunghezza e peso della punta.

 

Asta marca CARBON EXPRESS, mod. PREDATOR II 60-75,

lasciata a tutta lunghezza di 31”
Diametro asta 7,5 mm.

Riempita con sabbia fine e pallini di piombo (come da procedura descritta) arriva a pesare ca. 1.380 grani.

Funziona egregiamente su archi tradizionali tra 50 e 60 libbre opportunamente messa a punto lavorando su lunghezza e peso della punta.

 

Un numero elevato di arcieri pescatori, con tipologie diverse di arco, allungo e libbraggio hanno potuto trovare in queste due soluzioni una giusta indicazione di partenza per poi arrivare ad una taratura individuale variando il peso della punta e lunghezza dell'asta.

La realizzazione della punta piramidale e l'inserimento dell'ardiglione/i riduce il peso originario della punta e anche la sua lunghezza.

- La punta da 200 gr. con ardiglione singolo si riduce a ca. 175 gr.
- La punta da 250 gr. con ardiglione singolo si riduce a ca. 220 gr.
- La punta da 300 gr. con ardiglione doppio si riduce a ca. 265 gr.


Su prede importanti è preferibile usare la punta piramidale e il doppio ardiglione in acciaio armonico. Per fare queste modifiche non è sufficiente la lunghezza della punta da 125 o 150 grani che troviamo sul mercato nazionale. Le punte di peso maggiore, fino a 300 grani, possono essere reperite negli U.S.A. alla Three Rivers Archery.

Su prede modeste e volendo mantenere la punta conica originale, inserendo un solo ardiglione, la migliore da utilizzare per avere la maggiore penetrazione è quella ad Ogiva (bullet point), a seguire le Combo e per ultime le Field.  In questo caso si può modificare anche una punta da 125 grani ma si deve rinunciare alla punta piramidale che ridurrebbe troppo la lunghezza complessiva costringendoci a collocare l'ardiglione troppo vicino al punto d'impatto.


La procedura descritta per l'inserimento dell'ardiglione è la stessa per il tondino di ottone e per quello in acciaio armonico. Ovviamente l'acciaio è più difficoltoso da piegare e tagliare.


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