CACCIA CON ARCO TRADIZIONALE

 

 

 

 

"Rispetta gli animali selvatici che cacci,  i boschi e le campagne in cui cammini. Immergi te stesso nell'esperienza della vita all'aperto.
Ciò ripulirà la tua anima e farà di te una persona migliore" 
(Fred Bear)

 

 

Come arriva la
N.B.E.F. in Italia
Cos'è la N.B.E.F. La N.E.B.F. accredita "Eredità Perduta"
a rappresentarla
Credenziali N.B.E.F
di Vittorio Brizzi
Eredità Perduta"
Statuto Morale
Programma corso
"N.B.E.F. Basic"

 

 

 

Credenziali  N.B.E.F.
di Veriano Marchi
Considerazioni
tiro/anatomia
Considerazioni sugli sviluppi del tiro Norme generali
Ungulati
Corredo del
Cacciatore con l'arco
Quando tirare &
Dove colpire

 

 

 

 

                                     

 

 

 

    

 

 

L’Arco è stato il primo pensiero umano evoluto applicato a un’arma e l’unico strumento
predatorio la cui essenza è rimasta immutata dalla preistoria ad oggi.


La totale integrazione con l’ambiente naturale e una conoscenza profonda delle specie cacciate sono condizioni indispensabili per raggiungere l'obiettivo.
La Caccia con l’Arco Tradizionale implica una vicinanza estrema alla preda poiché la freccia
è guidata esclusivamente dal coordinamento tra mente, occhi e braccia.

Per questo è l’unica espressione venatoria dove la difficoltà nell’avvicinamento è maggiore dell’esecuzione del tiro.
Il rispetto per l’animale cacciato impone di esprimere solo sicurezza, senza sfidare i limiti personali.
E' necessaria la consapevolezza delle proprie capacità per saper rinunciare quando, nell’emozione dell’azione, compare il dubbio.

CACCIA CON ARCO TRADIZIONALE,  per riscoprire la sensazione di sentirsi un predatore e assaporare quanto la natura offre senza intermediari.
CON LA RESPONSABILITA' di riuscire a garantire ai nostri figli la possibilità di raccogliere i frutti della stessa eredità che noi abbiamo ricevuto. 

Può darsi che un giorno, il buon Dio, vi chiederà se avete apprezzato la magnificenza della natura da Lui creata
e se avete raccolto i suoi frutti per onorarla, senza offenderla e rispettando le sue regole eterne e immutabili.


Io voglio essere dalla parte di chi, senza ipocrisia, risponderà in modo affermativo.

Riconoscimenti

La mia storia di cacciatore con l'arco non inizia casualmente ma è il frutto di una grande passione manifestata, incoraggiata e condivisa grazie all'amicizia con degli  arcieri, all'epoca tra i più esperti cacciatori con l'arco in Italia.

Questi personaggi, avendo visto in me il sacro fuoco della passione, si adoperarono per mettermi in condizione di realizzare un sogno che prosegue ad oggi.

Purtroppo, nel corso della vita spesso ci si perde ma  non si deve mai perdere il ricordo di ciò che abbiamo ricevuto e con gratitudine ricordo Giulio Bertani (all'epoca rappresentate della NBEF Italia per conto della FIARC), Luigi Genzini (istruttore di Kiudo della scuola EKY) e  Giovanni Battista Grassi detto Nino (cacciatore e pluridecorato campione di tiro con l'arco tradizionale).

Furono Nino e Gigi a contattare il Bertani per farmi acquisire il brevetto NBEF senza il quale non avrei potuto cacciare negli USA e, nello stesso anno, a coinvolgermi in un'avventura di caccia al cervo organizzata dal loro amico Len Cardinale (di recente entrato nella Archery "All of Fame") negli spendidi boschi di Eldred Preserve nelle Catskill (NY).
Vale la pena ricordare, per comprendere quanto le cose sono cambiate nel nostro mondo che, nel 1988, nonostante vi fosse già da qualche anno la possibilità in Italia di fare un corso di caccia con l'arco ed acquisire un'abilitazione ufficiale internazionale, nessun arciere ne aveva ancora fatto richiesta tant'è che nello spazio del brevetto riservato ai commenti mi onoro di avere la nota "First to pass".

 
                     
 

Eldred Preserve è a ca. 5 ore di macchina dall'areoporto Kennedy di NY e quando arrivammo era notte.
Un fulmine aveva colpito il traliccio della luce lasciando tutta l'area completamente al buio.
Nell'ufficio della direzione ci rilasciarono il TAG (licenza di abbattimento) al lume di candela per poter essere operativi già dalla mattina del nuovo giorno. 
Tra l'altro, la tessera che attestava l'abilitazione NBEF rilasciata in Italia era diversa da quella che i miei amici avevano acquisito nei loro precedenti viaggi negli USA e temevo, visto che non c'erano precedenti, potesse crearsi qualche difficoltà.
Il gestore del lodge prese dalla mia mano tremolante la tessera, l'avvicinò alla fiamma della candela per trascrivere i dati sul TAG e non battè ciglio.
Grazie agli Dei della caccia filò tutto liscio....  
                        
Ero in uno stato ipnotico a causa del rapido susseguirsi degli eventi: l'ansia di arrivare, il blackout e in tasca un cartoncino verde che mi autorizzava a cacciare un cervo e un orso....era l'inizio dell'avventura!
Poche ore prima a Roma e adesso nel regno di Pope & Young carico di un emozione che non mi faceva ancora prendere possesso della realtà ma enfatizzava ogni istante.

Stiamo parlando di 28 anni fa, non era la preistoria ma non c'era internet che ti consentiva di vedere i posti dove saresti andato, di comunicare in tempo reale con le persone del luogo per meglio organizzarsi e il mio pessimo inglese (rimasto tale) non facilitava di certo le cose.
La stessa esperienza, vissuta oggi, sarebbe stata sicuramente meglio pianificata ma per questo anche meno affascinante.

Dopo poche ore di dormiveglia suonò la sveglia per l'adunata generale, ci dividemmo sui mezzi per raggiungere l'area di caccia.
Mi caricarono su un pickup e, dopo un lungo tratto di strada sterrata, venni lasciato in prossimità di un albero su cui era stato messo un nastro rosso di riferimento.
Da questo punto mi venne raccomandato di seguire i bottoni catarifrangenti che gli amici americani avevano lasciato sulle piante per consentirci di raggiungere i nostri treestand senza perderci.
Fu così che in una lontana piovosa e buia mattina nell'Ottobre del 1988, mi trovai nel cuore di un bosco che non conoscevo e compresi subito alcune cose: la faretra da spalla può andare bene solo per le grandi praterie, sarebbe da sodomizzare chi progetta un tree-stand senza sedile e una lampada di riserva è fondamentale per non trovarsi in guai seri.

Tutto quello che avvenne nel resto della settimana, dall'esperienza sul campo alle stentate conversazioni con Len Cardinale e gli altri bowhunters, lo ricordo come un bel sogno che trasformò il mio stato di cacciatore con l'arco da adolescente a uomo, acquisendo la consapevolezza che arco & caccia  erano per me un valore unico e indivisibile che, senza saperlo, avrebbe segnato in modo indelebile il corso della mia vita.
In questa breve avventura un sogno diventò realtà e l'inizio di una storia  splendida fatta di forti emozioni vissute individualmente ma anche attraverso l'amicizia  nata dalla condivisione della stessa passione.

Aver avuto la prima esperienza reale di caccia con l'arco in America, la meta ideale per eccellenza, è stato come aver imparato a guidare su una Ferrari!
Purtroppo all'epoca non c'erano in Italia riserve adeguate dove poter fare "gavetta".
Se così fosse stato, forse, non avrei sbagliato l'unica freccia, l'unica opportunità concessami ma, il rumore del cuore era assordante e batteva talmente forte che spostò il mio braccio.....

(Veriano Marchi - Maggio 2016)


N.B.
Il brevetto IBEP (international bowhunter education program) è riconosciuto e accettato negli U.S.A. e in altri paesi stranieri.
Attualmente il
corso è obbligatorio per la pratica della caccia in 11 stati americani e in circostanze particolari (caccia in aree urbane, aree ad uso speciale, territori federali, ecc).
Il corso
consente l'acquisizione di una serie importante di informazioni necessarie a garantire la sicurezza della pratica venatoria con l'arco e la sua eticità.